Quartu Sant'Elena

Quartu Sant'Elena è il terzo comune della Sardegna per popolazione dopo Cagliari, con cui è conurbato, e Sassari. Il suo nome svela le origini romane: deriva infatti dal latino Quarto ab urbe lapide, indicando la distanza di quattro miglia che separava l'antico insediamento da Cagliari lungo la strada per Palau. Nel 1826 al nome originario venne aggiunto quello della santa patrona, Sant'Elena Imperatrice, e nel 1862 assunse la denominazione attuale, ottenendo poi il titolo ufficiale di "Città" nel 1959. Il territorio vanta una frequentazione antichissima, che spazia dal periodo prenuragico e nuragico fino alle influenze fenicie e puniche. In epoca medievale l'area era divisa in più villaggi unificati poi sotto la dominazione aragonese.
Tra il XVI e il XVII secolo la costa subì ripetuti attacchi da parte dei corsari barbareschi, motivo per cui gli spagnoli edificarono diverse torri di avvistamento tuttora visibili, come le torri di Foxi, Carcangiolas e Is Mortorius. Il centro storico è ricco di architetture religiose di rilievo, tra cui spiccano la maestosa Basilica di Sant'Elena Imperatrice e la chiesetta tardo-romanica di San Pietro di Ponte. Dal punto di vista ambientale, Quartu offre un binomio perfetto tra mare e aree protette. Il comune ospita circa 26 chilometri di litorale costiero: si parte dalla celebre spiaggia cittadina del Poetto per poi proseguire verso panorami splendidi come il Margine Rosso, Sant'Andrea, Capitana, sino alle acque cristalline di Mari Pintau e Geremeas. Alle spalle delle spiagge si estende per due terzi il Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline, un'area umida di rilevanza internazionale e habitat ideale per la nidificazione di oltre 200 specie di uccelli, tra cui i famosi fenicotteri rosa. Verso l'interno, il paesaggio cambia radicalmente con le foreste, la fauna selvatica e le vette del massiccio montuoso dei Sette Fratelli.