Progetti urbani
L'attività urbanistica di Ubaldo Badas ha ridefinito il volto di Cagliari, muovendosi tra il Razionalismo degli anni Trenta — con opere chiave come la sistemazione del Terrapieno e la Colonia "Dux" — e lo sperimentalismo materico del secondo dopoguerra. Nel dopoguerra l'architetto ha abbracciato la corrente Neoliberty, firmando importanti palazzi istituzionali nel capoluogo, come il Palazzo della Regione ed espandendo la sua azione a Sassari e Bosa.
Nel corso degli anni Trenta, Badas si afferma come il principale interprete del Razionalismo italiano applicato alla scala urbana cagliaritana. Il suo primo grande intervento urbanistico è la monumentale sistemazione del Terrapieno (1930-1938) in viale Regina Elena, un'opera strategica concepita per raccordare piazza Marghinotti con l'ingresso dei Giardini Pubblici. Sempre nella stessa area, nel 1933, l'architetto realizza la scuola all'aperto "Attilio Mereu" e l'anno successivo interviene sul viale Fra Ignazio con il progetto dell'Albergo del Povero (1934).
La sua capacità di ridefinire lo spazio pubblico e monumentale emerge con forza nel Monumento ai Caduti della Grande Guerra in via Sonnino (1934-1935), dove l'architettura si fonde con la simbologia cromatica locale. Nel 1937, Badas affronta i temi dell'edilizia sociale e assistenziale progetta le case popolari di piazza Kennedy e la Colonia Marina "Dux" al Poetto, un'opera imponente sulla spiaggia caratterizzata da un impianto razionalista sollevato su pilastri. Chiude questa stagione la collaborazione del 1939 per la Casa dello Studente, divenuta in seguito sede della Facoltà di Giurisprudenza.
Nel secondo dopoguerra, l'approccio di Badas alla progettazione urbana subisce una profonda evoluzione, virando verso la corrente del Neoliberty e abbandonando il rigore geometrico precedente a favore di un forte sperimentalismo nei materiali e nei volumi. Nel cuore della città interviene tra il 1947 e il 1956 con il Palazzo Costamarras nel Largo Carlo Felice, seguito nel 1953 dai progetti per il Palazzo della Banca di Roma in piazza Yenne e per il grande Palazzo della Regione Sardegna in viale Trento (finito nel 1957).
Il suo lavoro di progettazione urbana e architettonica si estende in questo periodo anche fuori dal capoluogo: tra il 1951 e il 1956 firma a Sassari il Padiglione dell'Artigianato "Eugenio Tavolara", perfettamente inserito nel contesto dei Giardini Pubblici della città, e tra il 1954 e il 1964 segue l'edificazione del Seminario Vescovile di Bosa. L'ultimo grande segno urbano impresso da Badas nel paesaggio pubblico cagliaritano sarà il Padiglione dell'Agricoltura (1959-1961), realizzato all'interno del quartiere fieristico di viale Diaz, prima del suo definitivo ritiro dall'attività edilizia.













