Colonia marina "Dux"
La storia della Colonia Marina “Dux” sul litorale del Poetto a Cagliari comincia nei primi anni Trenta, su forte impulso del segretario federale Ettore Usai, per garantire cure climatiche ed elioterapiche ai bambini della provincia (L'Unione Sarda, 14 agosto 1932; 26 luglio 1933). Nel 1935, un atto di subconcessione tra il Podestà Angelo Prunas e la Federazione del PNF assegnò formalmente un'ampia porzione di arenile demaniale a questo scopo (Atto di subconcessione, 30 novembre 1935). Inizialmente la struttura, acquistata dall'E.N.A.T., era composta da quattro padiglioni in legno su palafitte che accoglievano centinaia di bambini (Repertorio n. 28631, notaio Cugusi, 25 marzo 1942; L'Unione Sarda, 4 luglio 1933).
La svolta verso una struttura permanente arrivò nel maggio 1937 con il nulla osta del Comune per opere stabili (Ufficio tecnico sez. I, prot. 2004, 21 maggio 1937). Venne così progettato dall'ingegner Enrico Pisano un imponente edificio in cemento armato da tre piani e oltre 560 posti letto, i cui lavori furono affidati all'impresa Pani (Repertorio n. 28631; L'Unione Sarda, 14 luglio 1938). Nello stesso anno, per legge, la proprietà passò alla Gioventù Italiana del Littorio (GIL), passaggio formalizzato nel 1942 dal notaio Cugusi (Repertorio n. 28631).
Tuttavia, lo scoppio della guerra interruppe i cantieri nel 1940, lasciando l'edificio allo stato di scheletro (Fascicolo n. 7 GIL, 21 luglio 1944). Nel luglio 1944 la Prefettura ne decretò la requisizione a favore degli Ospedali Riuniti (Fascicolo n. 7 GIL, decreto 19 luglio 1944); la struttura fu quindi completata dal Consorzio Antitubercolare e trasformata in Ospedale Marino, inaugurato nel settembre 1947 (Fascicolo n. 4 GIL, 17 giugno 1968; L'Unione Sarda, 26 settembre 1947).
Nel dopoguerra, ogni tentativo della Gioventù Italiana di ricostruire i vecchi padiglioni lignei o far valere i propri diritti fallì: nel 1954 la concessione demaniale principale del Comune scadde e la subconcessione non venne più rinnovata (Fascicolo n. 4 GIL; Fascicolo 5 GIL, 21 aprile 1955), portando nel 1965 al definitivo depennamento dei padiglioni distrutti dai registri patrimoniali (Fascicolo 6 GIL, delibera 3 giugno 1965).
L’Ospedale Marino continuò a operare in quello stabile per decenni in alterne condizioni igieniche (L'Unione Sarda, 26 agosto 1971), fino al definitivo trasferimento delle attività sanitarie presso l'ex Hotel Golfo degli Angeli (ESIT) completato nel 1992 (L'Unione Sarda, 26 giugno 1977; 25 ottobre 1992).