Ospedale marino
L'Ospedale marino del Poetto nacque dalla requisizione nel 1944 del fabbricato della Colonia "Dux", un incompiuto scheletro in cemento armato. Convertito dal Consorzio Antitubercolare e inaugurato nel 1947, divenne nel 1971 un importante polo ortopedico universitario, subendo profonde alterazioni architettoniche e affrontando gravi problemi igienico-ambientali. L'attività clinica fu definitivamente trasferita nel palazzo ex-ESIT nel 1992, mentre la vecchia struttura sulla spiaggia, rimasta a lungo degradata, è stata posta sotto vincolo storico-artistico nel 2007.
La costruzione della Colonia “Dux” fu bruscamente interrotta dal Secondo conflitto mondiale, lasciando sul litorale un imponente scheletro in calcestruzzo armato (Repertorio n. 28631 notaio Cugusi; Fascicolo n. 2 GIL, 21 luglio 1944).
Prima ancora di assumere una valenza sanitaria, la struttura incompleta attirò le mire delle autorità militari per scopi logistici. Nel gennaio del 1942, il generale Antonio Basso, al comando del XIII Corpo d'Armata, ne sollecitò l'occupazione per far fronte a impellenti necessità strategiche (Fascicolo n. 2 GIL, 27 gennaio 1942).
Nonostante la iniziale resistenza della G.I., l'esercito ottenne l'uso dei locali nella primavera del 1942 (Fascicolo n. 2 GIL, 19 aprile 1942 e 5 maggio 1942), e in seguito il plesso venne presidiato dal XIII battaglione (Fascicolo n. 7 GIL, 21 luglio 1944).
La svolta per il futuro ospedale giunse il 10 luglio 1944: la Prefettura di Cagliari emanò un decreto di requisizione temporanea del rustico a favore degli Ospedali Riuniti (Fascicolo n. 2 GIL, Decreto di requisizione). L'iniziativa rispondeva a una proposta di allestimento clinico per combattere le piaghe sanitarie isolane (Unione Sarda, 10 agosto 1944), trovando l'immediata sponda del Consorzio Provinciale Antitubercolare, drammaticamente a corto di posti letto (Fascicolo n. 2 GIL, 1° febbraio 1945).
Nei primi mesi del 1945 il Consorzio Antitubercolare prese possesso della struttura e avviò i lavori di completamento e adattamento (Fascicolo n. 2 GIL, 1° febbraio 1945), forte dell'assegnazione prefettizia tramite l'Intendenza di Finanza (Fascicolo n. 2 GIL, 2 maggio 1945) e del nulla osta del Commissario Nazionale della Gioventù Italiana (Fascicolo n. 2 GIL, 4 aprile 1945). L'Ospedale Marino venne solennemente inaugurato il 26 settembre 1947, specializzandosi fin da subito nel ramo dell'ortopedia (Unione Sarda, 26 settembre 1947).
Tuttavia, l'adattamento a presidio ospedaliero modificò pesantemente e irreversibilmente la purezza delle linee razionaliste originarie pensate da Badas.
Nel dopoguerra, mentre l'ospedale consolidava la sua funzione medica, si aprì un aspro contenzioso patrimoniale. La Gioventù Italiana (G.I.), subentrata per legge alla proprietà dei beni ex PNF (R.D.L. 27 ottobre 1937 n. 1839), reclamò canoni e indennità di occupazione (Fascicolo 4 GIL, 17 giugno 1968), scontrandosi con il Consorzio Antitubercolare che si rifiutava di pagare a causa dell'irrisolta titolarità dello scheletro originario (Fascicolo 5 GIL, 10 ottobre 1955). A complicare la situazione, lo scadere nel 1954 della concessione della spiaggia e il Comune di Cagliari negò il rinnovo della subconcessione all'ente della G.I., (Municipio di Cagliari, 21 aprile 1955).
L'11 ottobre 1971, quando il Ministero della Sanità lo assegnò a un Ente Ospedaliero con gestione commissariale, svincolandolo dal Consorzio Antitubercolare (Fasc. n. 4 GIL; Unione Sarda, 17 ottobre 1971). Da quel momento, l'edificio divenne la sede della Clinica Ortopedica Universitaria e del Centro di Ortopedia e Traumatologia della Regione Sarda (Fasc. n. 4 GIL).
Nonostante la rilevanza scientifica, la struttura palesò gravi limiti logistici e ambientali. Nell'agosto del 1971, le cronache giornalistiche denunciarono le "pietose condizioni igieniche" del plesso a causa del malfunzionamento dei pozzi neri che scaricavano direttamente sull'arenile (Unione Sarda, 26 agosto 1971). Il problema dei reflui venne sanato solo nel luglio del 1982 con l'allaccio alla rete fognaria e la revoca del divieto di balneazione al Poetto (Unione Sarda, 8 luglio 1982).
L'edificio era ormai inadeguato agli standard moderni, già dal 1977 era in corso il progetto per trasferire i malati nell'ex Hotel Golfo degli Angeli (complesso ESIT) (Unione Sarda, 26 giugno 1977). Nel 1982 l'Ospedale Marino abbandonò definitivamente lo stabile di Badas e, dopo la dismissione totale del 1988, l'edificio visse un quarantennio di profondo degrado.
La clinica e gli uffici dell'Ospedale Marino furono trasferiti nel palazzo ex-ESIT, inaugurato ufficialmente nell'ottobre del 1992 e dotato di un moderno reparto di medicina iperbarica (Unione Sarda, 25 ottobre 1992).
A fronte del rischio di demolizione, sul monumentale manufatto è stato apposto un formale Vincolo ex D.Lgs. n. 42/2004 (art. 10), con la dichiarazione di importante interesse storico-artistico emanata tramite il decreto n. 85 del 19 settembre 2007 dal Direttore Regionale per i Beni Culturali, Paolo Scarpellini.