Sistemazione del Terrapieno
1930-1938 - Viale Regina Elena, Cagliari
Ufficio Tecnico Comunale di Cagliari - U. Badas
Nel 1933, Ubaldo Badas firma uno degli interventi urbanistici più felici e duraturi di Cagliari, ridisegnando l’intero sistema di accessi e percorsi che collega il Terrapieno ai Giardini Pubblici.
Questo giovane è Ubaldo Badas.
Chi avesse curiosità di conoscerlo potrebbe andarselo a cercare nei pressi dei lavori in corso od appena ultimati e da lui diretti, dove si compiace di passare tutto beato
Nicola Valle, Incontri: I F. Ciusa; II U. Badas, in Mediterranea rivista mensile di cultura e di problemi Mediterranei, Anno VII - n. 1, gennaio 1933, p. 41.
le sue mezz'ore di libertà, attratto da non so quale malia.
come il delinquente ama ritornare sul luogo del delitto..
Più precisamente verso il Terrapieno ch'é forse a tutt'oggi la cosa più bella di Cagliari.
Prima di lui nessuno s'era messo con lo stesso coraggio a svecchiare la città
Questo importante progetto, che segna l'esordio a scala urbana del brillante progettista autodidatta, trasforma radicalmente l'antico fossato medievale situato ai piedi del lato est del Castello. Badas riesce a modellare la scarpata originaria traducendo le istanze del moderno funzionalismo in un linguaggio a forte valenza paesaggistica, capace di far dialogare l'artificio architettonico con la natura resiliente del pregevole viale alberato ottocentesco, nato grazie all'abbondanza di terreno di riporto in cui trovarono dimora specie come pini, palme, falsopepe e maestosi ficus.
L’impianto, tuttora perfettamente leggibile, si sviluppa lungo la passeggiata storica come un racconto visivo ritmato da elementi funzionali e decorativi. Badas punteggia il percorso con piccoli belvedere panoramici, sedute, scalette e fontanelle, coordinando lo spazio pubblico con un rigore geometrico che non sacrifica mai la sensibilità ambientale. Lungo questo asse, gli ingressi ai Giardini Pubblici, alla coeva Scuola all’aperto "Attilio Mereu" e ai campi sportivi diventano veri e propri nodi monumentali. Qui, telai murari e cancellate in ferro si fondono con la vegetazione circostante, esaltando i contrasti materici e cromatici.
In questo lavoro, Badas anticipa quella straordinaria accuratezza esecutiva che caratterizzerà tutta la sua produzione successiva. Accanto ai materiali della tradizione locale, come la pietra calcarea, sperimenta con intuito pionieristico prodotti industriali nuovi come la litoceramica per le finiture degli ingressi.
La sistemazione del Terrapieno venne celebrata dalla critica coeva come "la cosa più bella di Cagliari", un'opera d'arte pubblica totale in cui l'architettura d'avanguardia si fa struttura urbana accessibile, restituendo alla cittadinanza un luogo della memoria oggi fondamentale.
Sarebbe opportuno, racconta Franco Masala, una volta percorsa tutta la passeggiata del Terrapieno verso i Giardini Pubblici, tornare indietro e godere nuovamente degli spazi sistemazioni del verde che caratterizzano la passeggiata del terrapieno che la coerentissimo sistemazione data da Ubaldo Badas negli anni tra il 1930 e il 1938 in cui si occupò di questa zona particolarmente rilevante di Cagliari che oggi ha leggermente perso la sua importanza per via dell'espansione della città nel dopoguerra ma che rimane l'asse portante soprattutto del collegamento fra la parte bassa della città e la parte alta la parte antica del castello che forma l'elemento soprastante la passeggiata da godere sia guardando l'interno della città sia all'esterno in una veduta straordinaria di paesaggio che è un'altra delle attenzioni che Badas ebbe nei confronti della sua città
Franco Masala, Passeggiata del Terrapieno a Cagliari, in "Le Meraviglie - in cammino per l'Italia", Raiplaysound