Palazzo Costa Marras
1947 - 1956 - Largo Carlo Felice, CA
- 39°13'00.6"N 9°06'47.9"E - U. Badas
Nel panorama dell’architettura sarda del secondo Novecento, il Palazzo Costa Marras di Cagliari ha rappresentato per decenni un punto di riferimento di straordinaria singolarità. Situato nel centrale Largo Carlo Felice, l'edificio venne completato nel 1956 su progetto di Ubaldo Badas, una delle figure più poliedriche e rilevanti della cultura progettuale isolana.
La genesi del palazzo si inserisce in un preciso momento storico in cui Badas intendeva rilanciare l'artigianato e le arti applicate della Sardegna, integrandoli direttamente nella struttura architettonica urbana. Per raggiungere questo obiettivo, il progettista scelse di collaborare strettamente con il celebre scultore e ceramista sassarese Giacomo Silecchia. Silecchia realizzò per l'occasione una serie di sculture e formelle in ceramica destinate a decorare la grande parete cieca dell'edificio, prospiciente il Largo Carlo Felice. L'intuizione fondamentale di Badas risiedeva nella combinazione cromatica e materica: l'intera superficie della facciata e le parti strutturali in calcestruzzo armato vennero rivestite da piccole piastrelle in ceramica di una profonda tonalità bordeaux. Attraverso l'uso di sapienti bordature bianche che profilavano le aperture e i volumi, l'intero prospetto acquistava la valenza visiva di un grande quadro astratto a scala urbana, all'interno del quale le opere plastiche di Silecchia risaltavano con forza, perfettamente integrate nel gioco dei contrasti.

Questa complessa sintesi tra architettura e arte visiva è stata tuttavia alterata in epoca recente da un radicale intervento di ristrutturazione. I lavori eseguiti sull'immobile non hanno seguito un criterio di tipo conservativo: l'intera copertura originale in piastrelle bordeaux è stata rimossa, esponendo il sottostante cemento, oggi ridefinito da una colorazione grigia uniforme. Sebbene le ceramiche monumentali di Giacomo Silecchia siano state preservate, ricollocate e salvate dalla distruzione, la perdita dello sfondo scuro e delle originarie tessiture cromatiche ha annullato l'effetto di contrasto studiato in origine da Badas.